Domenica 26 aprile 2026
Venezia, Chiesa di San Salvador
ore 16:30
Organista: Massimo Bisson


PROGRAMMA
“EREDITÀ DEL CEINQUECENTO E DEL SEICENTO ITALIANO NEL NORD EUROPA”
Jan Pietrszoon Sweelink (1562-1621)
Toccata in Do (SwWV 283)
Balletto del Granduca (5 variazioni)
(Aria di Fiorenza)
Hans Leo Hassler (1564-1612)
Kyrie Apostolorum (4 versi) *
(Torino, Biblioteca Nazionale, Fondo Giordano-Foà, III,IV)
Johann Jakob Froberger(1616-1667)
Canzona V
Fantasia IV sopra Sol La Re
Capriccio I
Ricercare VII
H.L. Hassler
Sanctus (3 versi) *
(Torino, Biblioteca Nazionale, Fondo Giordano-Foà, III,IV)
J.P. Sweelinck
Toccata in La (SwWV 296)
* Canto gregoriano alternatim
Presentazione del programma
Il programma si configura come un percorso attraverso la ripresa e la rielaborazione dello stile tastieristico italiano nei Paesi dell’Europa centro settentrionale tra la fine del Cinquecento e il pieno Seicento. Esso mette in evidenza, in particolare, la ricezione della scuola organistica padana e delle composizioni di Andrea e Giovanni Gabrieli e di Girolamo Frescobaldi. Nel loro insieme, i brani prescelti rivelano come quel linguaggio abbia costituito un punto di riferimento imprescindibile per alcuni dei più importanti compositori transalpini, generando esiti originali ma profondamente radicati in quella tradizione.
La Toccata in Do dell’olandese Jan Pieterszoon Sweelinck si caratterizza per una scrittura che alterna sezioni accordali e passaggi virtuosistici ricchi di ornamenti e diminuzioni, secondo un modello chiaramente debitore della toccata italiana. Le cinque variazioni sul Balletto del Granduca elaborano un tema di origine italiana già diffuso nell’ambiente fiorentino. Sweelinck ne offre una lettura che unisce rigore contrappuntistico e fantasia ornamentale, secondo modalità che trovano paralleli nelle nelle cosiddette partite italiane della fine del XVI secolo e dell’inizio del XVII.
Con il Kyrie Apostolorum del bavarese Hans Leo Hassler si entra nell’ambito del repertorio liturgico, di cui l’autore elabora il tema gregoriano dell’omonimo Kyrie. L’esperienza veneziana del compositore emerge nello stile che richiama la scrittura tastieristica del suo maestro veneziano, Andrea Gabrieli. I cinque versi strumentali, destinati a essere alternati a quelli in canto gregoriano, hanno un carattere tipicamente virtuosistico fatto di scale rapide e abbellimenti, che si alternano di tanto in tanto a passaggi improntati su un rigoroso stile polifonico.
La parte centrale del programma presenta un piccolo ma significativo nucleo di opere di Johann Jakob Froberger, le quali testimoniano in modo diretto l’eredità di Girolamo Frescobaldi, presso il quale il compositore stoccardese compì i suoi studi romani tra il 1637 e il 1641. La Canzona V è suddivisa in tre sezioni (rispettivamente in tempo binario, ternario e binario), basate su temi allegri e cantabili, legate tra loro da brevi sezioni di carattere toccatistico, secondo la lezione frescobaldiana. La Fantasia IV ha invece uno stile disteso e meditativo, basato su una costruzione rigorosamente contrappuntistica sulle note Sol La Re, cui fa da controsoggetto il tema La Sol Fa Re Mi (ironicamente camuffato con il motto “Lascia fare mi” riportato sopra le note stesse). Anche il Capriccio I, come la precedente canzona, è suddiviso in sezioni, precisamente quattro, ciascuna caratterizzata da un diverso tema saltellante e brioso e da una rigorosa forma contrappuntistica di tipo fugato. Di grande pregnanza mistica è invece il Ricercare VII, il cui soggetto è formato da una scala cromatica ascendente di carattere tipicamente frescobaldiano.
L’ultima parte del programma ritorna specularmente ai due autori iniziali. Di Hassler verranno eseguiti tre versi per il Sanctus, di matrice chiaramente veneziana, composti sull’omonima melodia gregoriana che è ora parte della Missa XVII del Kyriale romano. Chiude il concerto la Toccata in La (SwWV 296) di Sweelinck, la quale mostra una rielaborazione assai personale dello stile italiano attraverso l’alternanza di tradizionali passaggi formati da scale ascendenti e discendenti e più innovativi episodi ritmico-melodici basati su ripercussioni e arpeggi, spesso ripetuti in progressioni quasi ossessive.


